La costruzione del volto medievale di San Gimignano dal 1864 al 1940
2006, Lalli Editore
Autrice: Fiammetta GiovettiDettagli:
n. 251 pagine, n. 124 foto (a colori e non)
n. 3 tavole a colori.
Prezzo: 20,00 € oppure 15,00 € per i soci
Introduzione
Questa ricerca si è prefissa lo scopo di tracciare e descrivere le trasformazioni che tra Ottocento e Novecento hanno interessato il patrimonio architettonico di San Gimignano, una città che ancora oggi viene presentata e venduta al turismo mondiale come immutato "sogno" del Medioevo proprio grazie all'unicità delle immagini che offre. Ma è sufficiente scorrere le numerose fotografie d'epoca, eseguite da Lombardi, Alinari, Logi, per rendersi conto della portata che il restauro architettonico ebbe a San Gimignano. Aggiungiamo però che è cosa ben diversa lo scorrere delle fotografie e fare dei confronti con la realtà attuale, dal cercare di costruire un supporto documentario ai restauri condotti. Supporto che, attraverso date e nomi, ci consente di tratteggiarne la storia e inserire i singoli interventi in un panorama più ampio.
Allo studio della pratica restaurativa abbiamo affiancato inoltre un'indagine condotta sulla letteratura di viaggio, che ci ha consentito di descrivere come, con la rivalutazione, tutta ottocentesca, dell'arte e dell'architettura medievale San Gimignano diventa oggetto dell'interesse del "nuovo viaggiatore", al cui gusto la città andrà lentamente adeguandosi. Un processo, certo non prerogativa solo di San Gimignano, che non si arresterà con nuovo secolo, ma che anzi si intensificherà nei primi decenni di quest'ultimo, diventando un vero e proprio programma politico dell'amministrazione comunale. Se infatti l'Ottocento è stato per San Gimignano il secolo della riscoperta, quale "sogno del Medioevo", il Novecento può essere definito come quello della conferma e dell'adeguamento al "sogno". La campagna di restauri condotta sul patrimonio architettonico cittadino in nome del "sogno" inizierà con l'attività di Giuseppe Partini per proseguire negli anni successivi attraverso l'opera di quegli architetti e professori che si succedettero alla guida dei vari organi statali preposti alla tutela del patrimonio stesso. Ma malgrado quello che ci si aspettava, con il trascorrere del tempo, la parola d'ordine rimaneva sempre «ripristinare l'antico stato», con la fondamentale differenza che se il «Medioevo da palcoscenico» ottocentesco è ancora oggi riconoscibile, altrettanto non si può sempre dire per i restauri «fedeli» del Novecento, condotti attraverso quelle tracce che ancora erano leggibili sulle tessiture murarie. Restauri, quasi sempre di completamento, in cui non venivano messi in pratica i principi di riconoscibilità dell'intervento, ma anzi dove spesso si ricorreva a patinature che dessero un effetto di omogeneità, ottenendo un risultato che, come diceva l'architetto Luigi Del Moro, soprattutto in una città come San Gimignano, risultavano un vero e proprio inganno. Ma fin dall'Ottocento la convinzione era che a San Gimignano la questione del restauro era di facile interpretazione. Le evidenti tracce del passato non lasciavano spazio alla fantasia dell'architetto, gli interventi consistevano nel liberare dalle superfetazioni e completare quei profili e quelle decorazioni che apparivano dalla «scrostatura» degli intonaci. Un modo d'intervenire che, la Commissione Edilizia locale prima e la Soprintendenza ai Monumenti poi, cercheranno di imporre anche ai privati, suggerendo per ogni intervento o di recuperare, dove possibile, le «antiche forme», o di imitare quest'ultime, per analogia, dove le trasformazioni subite nel tempo non lo consentivano più. La quantità di interventi di restauro condotti anche su questa architettura è veramente sorprendente e si concentra in determinate zone della città innalzate a rappresentare la «Pompei del Medioevo». Un mito, che con il trascorrere del tempo, verrà rappresentato solo da quelle architetture che erano state oggetto di restauri, da quelli «in stile» di fine Ottocento fino a quelli «scientifici» del nuovo secolo.
- San Gimignano la "Pompei del Medioevo"
- San Gimignano tra Settecento e Ottocento: la riscoperta dell'arte medievale
- Le prime guide del "viaggio borghese"
- San Gimignano nei libri di architettura
- Dall'editoria colta alle guide: l'universale riconoscimento di quell'aspetto "tout-à-fait moyen-age"
- Luigi Pecori, Ugo Nomi Venerosi Pesciolini e Pietro Vigo: una campagna per ripristinare le "forme antiche"
- I primi passi dell'amministrazione pubblica sangimignanese verso la costruzione del volto medievale cittadino sotto gli auspici della Commissione Consultiva Conservatrice di Belle Arti e la guida di Giuseppe Partini
- Il Regolamento Edilizio. Un freno all'iniziativa privata
- La Commissione Consultiva Conservatrice di Belle Arti a San Gimignano
- Il restauro partiniano al Palazzo Comunale
- Giuseppe Partini e la Collegiata di Santa Maria Assunta
- Luigi Del Moro e gli ultimi anni dell'Ottocento
- La chiesa della Madonna dei Lumi salvata
- Il palazzo Giusti
- La facciata della Collegiata di Santa Maria Assunta
- La liberazione della piazza dell'Erbe
- San Gimignano nei primi anni del Novecento
- Dalle "villes délaissées" alle "hill-towns". La percezione di San Gimignano nei "viaggiatori" del nuovo secolo
- San Gimignano attraverso le immagini
- La risposta locale
- L'amministrazione comunale e la liberazione della torre dei Becci
- Cesare Spighi
- Gino Chierici e il sesto centenario della morte di Dante Alighieri
- Il comitato per i festeggiamenti danteschi
- La demolizione della Madonna dei Lumi
- L'"ambiente dantesco"
- Peleo Bacci soprintendente a San Gimignano
- Il "ripristino" della loggia del Comune
- Il palazzo Chigi
- Il restauro del restauro: la chiesa della Madonna dei Lumi
- Liberazione della porta alle Fonti
- Il Palazzo del Podestà
- Bibliografia
- Tavola n° 1 - Evoluzione storica di San Gimignano
- Tavola n° 2 - Planimetria della città
- Tavola n° 3 - Individuazione planimetrica degli edifici interessati da restauri
